Scammers: lo strano caso di Dina Mohammed

Già ce lo vedo, il titolone al cinema, un volto mascherato in stile Anonimous e code chilometriche al multisala per “Scammers: lo strano caso di Dina Mohammed” l’ultimo psycho thriller dal sapore mediorientale. Nelle mie elucubrazioni sono ancora indeciso se verterà su intrighi internazionali, traffico d’armi e droghe oppiacee o compravendita di bambini o parti di essi.
Una cosa però è certa: gli elementi per farne un thriller di stampo informatico ci sono tutti.
Alla fine basta poco, che ce vo’? Due computer, due indirizzi e-mail, furti d’identità e passaggi non sempre tracciabili di soldi, uno scammer che butta l’amo e lo scemo che abbocca.
Partiamo però dal presupposto che in inglese il verbo to scam vuol dire “truffare“, va da sé che lo scammer non è altro che un volgarissimo truffatore. Nel campo della traduzione quando tutto va bene l’unico danno è la perdita di tempo che avrebbe potuto essere più proficuo, come tradurre un altro progetto, prendersi un caffè con un amico o portare a spasso il cane (o tradurre il cane a prendere un caffè). Quando invece le cose vanno male la signora Dina Mohammed ti richiede l’invio del curriculum vitaeche subirà inevitabilmente qualche modifica. Ed ecco che il tanto sudato Master di II livello ottenuto dall’ipotetico signor Gennaro Esposito passa inevitabilmente al nuovo titolare, Gennaio Espositi, al quale qualche cliente dalle scarse pretese linguistiche affiderà il lavoro.

Ma come avviene il fattaccio?
Ecco che succede.
Il signor Gennaro invia la sua candidatura per un lavoro, magari in partenza sottopagato, magari no.
Lo scammer risponde:

 «guarda ce piacce molto tuo riassunto, per favore invia ci il trattamento dei dati personale. Entrerai a far parte del nostro data base e invieremo tuo riassunto a clienti potenziali»

Inutile a dirsi, il signor Gennaro non si accorge dello scarso italiano, né del fatto che “riassunto” é “resume” dopo il trattamento di Google Traduttore. Si sente lusingato al pensiero che il proprio brand possa circolare tra potenziali clienti e agenzie di traduzione.
Il signor Gennaro pensa: 

«il bacino di utenza si allarga, io lavoro di più e la signora Dina, che lavora come agenzia, ci fa la sua ricottella. Siamo tutti contenti».

La signora Dina invia così i files da tradurre, di solito sono documenti in formato pdf scomodi da tradurre e impaginare, magari patenti o passaporti scannerizzati male. Ovviamente il lavoro è urgente, da consegnare entro qualche ora o per la mattina del giorno dopo. Il tutto condensato in un pigro ASAP (acronimo di “as soon as possible“).
Gennaro apre i files, se li studia, apre il suo OCR di fiducia e comincia il lavoro, manda il lavoro finito alla signora Dina, ben contento di aver guadagnato la sua sporca venti euro e un nuovo cliente.

La signora Dina risponde:

Hello Gennaro

I think there are misunderstanding.
This project has already gone to another translator and when you sent me the files,  I thought that you are the another translator who took this job.
You didn’t confirm that you got the file, so I give it to another translator.
Sorry to say that.

Dina

Il giovane Gennaro è a pezzi. Ha perso svariate ore di lavoro e la sua birra col cane. Continua a litigare con la signora Dina e sa bene che per la sporca venti euro non vale la pena di intraprendere alcuna azione legale, ma pensa bene di sputtanarla sul web.
Ciò che trova non è confortante. Su Proz.com la signora Dina non esiste, su Translatorscafe.com nemmeno, c’è qualcosa di vago su Linkedin, ma i conti non tornano.

dina mohammed
Dina Mohammed, che ormai è diventata una vera e propria lingui-star, cerca di passare inosservata ai paparazzi della Dubai da bere.

Il giovane e scazzato signor Gennaro decide di fare quanto avrebbe dovuto fare molto tempo fa: cercare il nome di Dina Mohammed e l’indirizzo e-mail da lei (o lui, o il cane, o il conte, che ancora non è tornato) utilizzato per i contatti.
Il risultato lo lascerà stupefatto.

dina1

La signora Dina è stata segnalata nientepopodimeno che da translators-scammer, un sito per traduttori che sono stati truffati o contattati da questi signori. Qualcuno prima di Gennaro ha già avuto a che fare con Dina, l’indirizzo e-mail corrisponde, e il conte è appena tornato. Tremante e zuppo di sudore, il giovane Gennaro apre la nota 76:

NOTE 76 Another ghost company created by Languagemet and Translation Secrets: Wordsvoice / Wordsvoice Company / Words voice company / Words Voice Multilingual Solutions / German Wordsvoice / WV Company / / http://www.wordsvoice.com . Website copy has been plagiarized from “Ocean Translations” (Argentina) and Skrivanek / No phone, of course. Claiming to be based in Italy, they write on their website: «Argentina’s first professional language translation provider» and «Skrivanek uses all the current Cat tools» !!!

Mode of operation: scamming of CVs, after promising the marketing of translators’ CVs and “strong propaganda”, and, of course, “work on many projects”… The usual scammers’ speech!See the scam in their own words!

Email sent by Roza Yasn: «Words voice company deals with many clients who ask for translators every day. In the company, there is a marketing department that can send your C.V to a lot of companies. After marketing your C.V, I will receive translation, proofreading, transcription, subtitling or editing projects. After your agreement on using your C.V, you will have the priority of the coming projects. And the rates will be satisfiable. If you agree on cooperating with me, please send me your C.V and I will send you the NDA paper to sign.»

Ma Gennaro, che ora sta per piangere, non ha ancora letto il resto:

Registration data: MARIO selwa ROSSI (FAKE NAME) / sun.song.trans@hotmail.com / This email has been used by scammers to circulate a CV stolen from Sun Song (Song Zhenghua) from China under the name of “Sun Song” sun.song.lang1@gmail.com .
MARIO SELWA ROSSI / VIALE EUROPA 114 / 00144 ROMA RM, ITALY (FAKE ADDRESS). The same Mario is also associated w/ http://www.bigtranswork.com (See below on this Note).

E con questo il colpo apoplettico è assicurato. La finta compagnia è registrata in Italia e il piccolo Gennaro si sente matematicamente e inguaribilmente fesso.
Il giorno di lavoro è perso, i merdosi venti euro pure, e si sente perdutamente preso in giro. Indietro non si torna, ma qualche sassolino dalla scarpa se lo può togliere.
Per esempio, attraverso i dati personali contenuti nei documenti tradotti può risalire al cliente primario, contattarlo, spiegargli tutto e chiedergli di non pagare il truffatore.
Può chiedergli inoltre di inoltrargli l’indirizzo e-mail che la signora Dina ha indicato per il pagamento, che sarà l’unica cosa vera di tutta la storia.
Può, ancora per esempio, rompere le scatole agli scammers con la loro stessa arma: gli indirizzi e-mail. Ancora una volta translators-scammer ci viene in aiuto, mettendoci a disposizione una serie di liste di indirizzi precompilati in cui possiamo tranquillamente aggiungere la nostra signora Dina e tanti altri come lei.

CLICK TO FLOOD THE SCAMMERS 1
CLICK TO FLOOD THE SCAMMERS 3
CLICK TO FLOOD THE SCAMMERS 2
CLICK TO FLOOD THE SCAMMERS 4
CLICK TO FLOOD THE SCAMMERS 5
CLICK TO FLOOD THE SCAMMERS 6
CLICK TO FLOOD THE SCAMMERS 7
CLICK TO FLOOD THE SCAMMERS 8

Ora, il nostro Gennaro si è sfogato, ha creato un’ email appositamente e glie ne ha cantate quattro. Ma cosa ha fatto intanto la cara signora Dina?
Torniamo un attimo al momento in cui lei ha richiesto al buon Gennaro il CV. Lui glie l’ha inviato, e lei di buona lena si adopera ad appropriarsi del costoso Master di II livello in traduttologia del beccaccino al gusto pesca. Ecco come. Si cambia il nome, magari anche di poco, e Gennaro Esposito diventa il succitato Gennaio Espositi. Tanto in un mercato globale nessuno se ne accorge.
E succedono cose del genere:

scammer li robin thompson

Avete letto bene. Rupert Murdoch e relativa consorte sono regolarmente iscritti all’ATA, American Translators Association. Con buona probabilità è il terzo traduttore ad avere la propria pagina su Wikipedia. Prima di lui solo Antonio Tabucchi e Alda Merini.

Ma come si riconosce uno scammer?

1)Dalla vendita di Viagra al conto bancario bloccato in Nigeria, dall’allungamento del pene al finto fidanzato e il suo costosissimo problema all’aeroporto, il primo campanello d’allarme è e sarà sempre e inspiegabilmente la grammatica. Non si è mai capito perché, ma i truffatori, a discapito delle ottime capacità oratorie, non sanno scrivere. Consonanti doppie a caso, mancate concordanze maschile/femminile e singolare/plurale, ordine SVO non sempre naturale e così via. Di solito ciò succede per via dei traduttori automatici, ma ciò è decisamente strano per l’agenzia argentina più forte d’Italia.

2) Dalla triste vicenda si sarà immaginato, il secondo passo è quello di digitare il nome del presunto scammer sui vari siti specializzati per traduttori (proz.com e translatorscafe.com in primis). Se è assente digitate l’indirizzo e-mail su Google. Probabilmente il primo risultato vi rimanderà direttamente su translator-scammer.com.

3)Avete la certezza che colui che vi ha contattato è uno scammer. Su diversi siti alcuni traduttori più polli di voi hanno piagnucolato dicendo che il vostro signor Renato Delle Carte è brutto e cattivo.
Non lasciatelo perdere, dategli corda, fategli perdere tempo. Prendete il lavoro, ma non disturbatevi ad aprire i file, ritardate nella consegna, non consegnate nulla. O se proprio dovete, un bel primo piano del vostro dito medio. Questo tipo di seccature ne inibisce le entrate, ed eviterete che un non ben definito Renato delle Carte lavori col curriculum di un giovane dottorando francese di nome René Descartes.

4)Ditelo in giro: forum, siti specialistici, blog (!), facebook, gruppi professionali. Questa gente lavora nell’ombra, e odiano la pubblicità involuta.
Quindi non ditelo in giro, che Renato Delle Carte in realtà è un@ scammer.

 

Cv Delle Carte
Curriculum del giovane dottorando Renato Delle Carte. Pare che il mercato internazionale non sia troppo interessato al formato Europass.

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